mercoledì 3 settembre 2008

Tre.

Spunto per questo terzo post è stata una conversazione piuttosto recente, che ho reputato interessante.
Tutto era partito da una semplice domanda...
"Ma alla fine qual è la differenza tra ribelle e rivoluzionario?"
Si stava parlando di rivoluzioni e rivoluzionari, Che Guevara in primis.
Tornando ai due aggettivi, si possono considerare sinonimi? Non credo.
Pensando ad un rivoluzionario affiancandolo ad un ribelle si può riscontrare un punto in comune che si rivela però, subito, come la differenza principale.

Entrambi gli individui sono "contro" , ma lo sono per motivi e in modi differenti.
Il ribelle è contro, quasi per presa di posizione. E' contro per fare dispetto, per mancare di rispetto forse.

Il rivoluzionario invece no... Il rivoluzionario è contro perchè una certa situazione non è buona, non solo per lui, ma anche per altre persone. Ed è contro in seguito a profondi ragionamenti.
Eppure combattono per lo stesso fine, per tornare ad essere liberi.
Credo.


A questo punto mi chiedo:
cosa sono io? Una ribelle e basta?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bell'intervento,,, anche secondo me è quella la differenza tra i 2 aggettivi,,,

Supertramp ha detto...

grazie per il commento ^^

Anonimo ha detto...

uhm difficile esprimersi, però credo che alla base dei due ci sia la preseunzione, fuuri che il ribelle la risolve senza riflessioni, come dici tu, e secondo me rimane schiavo della sua prseunzione, il rivoluzonario la risolve col desiderio della verità e la lotta per la giustizia, partendo da riflessioni al di sopra di quelle massificate (vedi l'idea del grande popolo ispano americano del Che). Altra differenza, il ribelle è fondamentalmente un egoista, il rivolozionario, rifacendomi sempre al Che, deve essere imprescindibile, quindi non può pensare al proprio interesse ma solo a uno collettivo.
Sono stato abastanza esaurito? :-) drin