martedì 23 dicembre 2008

"Enver".

Non è successo nulla che valga la pena raccontare in questi giorni... (o forse sì? chi lo sa...) Però i-tunes a volte fa miracoli, proprio questa sera grazie alla riproduzione casuale ho riscoperto la canzone di cui il testo sarà postato.
"Enver" degli Offlaga Disco Pax. ("Chi??" "Offlaga Disco che..?")
Beh volevo dedicarla a tutte le persone che fanno parte della mia vita, che mi hanno colpita, che non saranno dimenticate... A te che chissà ora dove sei, a te che che non ci sei più, a te che ci sei e non ci sei, a te che ormai sei solo un ricordo, a te che sei là e io sono qua, a chi mi ha deluso, a chi voglio bene, a chi è indispensabile, a chi legge questo blog e non commenta mai... e poi anche a te anima libera (sì proprio a te che non sai di essere un'anima così libera... prima o poi dovrò dirtelo).
Non voglio fare nomi e cognomi tanto lo sapete, e se non lo sapete lo saprete presto, o forse non lo saprete mai.
Preciso però che non tutte queste persone sono uscite dalla mia vita come potrebbe sembrare nel testo della canzone, però mi dispiace davvero che spesso tutto quello che posso darvi è solo il mio silenzio e uno sguardo che vuol dire "io per te ci sarò sempre".
E da me non ve lo sareste mai aspettato vero? Io cinica, io stronza, io distaccata.
Non so come mai ho voluto scrivere un post del genere, sarà il Natale (festa che ormai festeggiano tutti, se aveva un significato l'ha del tutto perso).
Eh sì, sarà il Natale... "E' Natale, è Natale si può fare di piùùùùù"...
Che squallore.




Sento un frastuono
rimbombi lontana in modo imperfetto

Hai lasciato:
piazze piene,
urne vuote,
tremori gentili
traccie sottili
traccie profonde sugli zerbini dei miei
pianerottoli.

Mancano:
le tue parole sul niente,
il calore
bagnato sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare.

Hai lasciato
piazze piene,
urne vuote,
tremori gentili
traccie sottili
traccie profonde sugli zerbini dei miei
pianerottoli.

Mancano
le tue parole sul niente
il calore
bagnato sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare
di non bastare...

Siamo rimasti a guardare
un desiderio
qualche volta noioso.

E non sarai mai
un emozione da poco.

sabato 20 dicembre 2008

See the candle burning low...


Ammalarsi di sabato denota un certo tempismo di questi maledettissimi virus che hanno deciso (stranamente) di tediarmi con il loro passaggio. Però un sabato sera in casa da sola fa anche bene, mettersi un certo "Physical Graffiti" come sottofondo, scambiare due parole con qualche persona... (alcune delle quali assolutamente interessanti).
Pare che il tempo stia migliorando, e con lui migliora pure il mio umore. Chissà perchè, non vedo molte cose positive, anzi.
Fortunatamente le vacanze sono quasi arrivate, mi aspetta un ultimo lunedì di ansia (grazie prof per la verifica di fisica l'ultimo giorno di scuola!) e di scopiazzamento non so ancora come, visto che non so nemmeno cosa copiare.
Vivere alla giornata ha i suoi pro, ma anche i suoi moltissimi contro.
Poi c'è pure una tesina da scrivere entro il 12 gennaio, e qui non commento perchè non è nemmeno il caso... "Ma è solo il primo step ragazzi." ...Primo step...Cosa avrà voluto dire.
E immersa in questa ragnatela di ragionamenti, finisco sempre col pensare alle stesse cose, alle stesse persone... Vicine, lontane (sia nello spirito, che nello spazio)... "If we could just join hands."
Però è bello pensare in queste sere solitarie di come le scelte fatte in passato ancora oggi ti corrispondano, che gli errori consapevoli li rifaresti mille e mille volte ancora, che non torneresti indietro per cambiare le cose ma anzi, per rifare tutto come hai già fatto.
Sono le mie piccole soddisfazioni di questo sabato sera un pò anomalo, passato a pensare con la tv spenta, invece che a girovagare per le vie di Rapallo in compagnia del mio esatto contrario, che però per me c'è sempre.

And the wind is crying, from a love that won't grow cold.

domenica 14 dicembre 2008

Lost in the desert.

Quante cose in questi giorni...
Un miscuglio strano di ogni tipo di sensazioni, emozioni... Ricordi...
Prima il Natale mi piaceva, ora un pò meno, saranno gli anni che passano.
Un periodo brutto per tante persone, per me è un pò particolare, se avessi le idee più chiare sarebbe proprio una bella cosa.
La scuola di certo non aiuta, sempre più stufa e scazzata mi costringo a fare quel tanto che basta per mantenere il mio solito andamento.
C'è poco altro da dire, ma chi mi conosce sa benissimo che sono veramente al "breaking point".
Se fossi ancora più cinica di quello che sono sarebbe tutto più facile.
Ma comunque whatever will be, will be.
Se la soluzione a tutti i miei problemi però arrivasse piuttosto in fretta sarebbe meglio.



Ma tu sei parte della mia vita, mi sei stato vicino, sai dove sono, che ci sarò... Non ti dimenticare che si va avanti insieme, sempre e comunque, nel male e nel bene.
Ti aiuterò ad affrontare ogni cosa cattiva, ogni paura finchè ne avrò la forza.
In fonto tu per me ci sei sempre stato.

venerdì 5 dicembre 2008

25.

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando le sei vicino.


giovedì 27 novembre 2008

Pensieri sparsi

Un post che ne rimpiazza un altro, cancellato, inutile, privo di senso ormai.
Dovresti imparare ad accarezzare la tua solitudine, invece che lanciarti a destra e a sinistra come un'ape di fiore in fiore...
E fuori fa freddo, finalmente oserei dire. L'inverno, eccolo qui, che già ha portato un pò di neve nell'entroterra, che concilia il pensiero, le riflessioni.
Poi tra poco arriverà anche Natale, con la sua aria di festa che per quest'anno cercherà di celarne un'altra di rassegnata tempesta, per quanto riguarda la mia famiglia almeno.
Tanti progetti che sono andati in fumo, tante persone andate in fumo, altre ricomparse dal nulla con un tempismo a dir poco perfetto.
E poi la noia, che anima giornate tutte uguali, a casa, a scuola, in treno... e chissà come arriveremo a fare il tema all'esame avanti di questo passo.
Volendo aggiungere altre cose altrettanto pessimiste si potrebbe anche parlare della crisi economica, ma stiamo tranquilli: c'è chi ci salverà, e in realtà già lo sta facendo e se siamo messi così "è colpa del governo precedente".
Qualcosa di positivo? Ovviamente qualcosa c'è, come sempre.
Ci sono più volti del previsto nella mia vita, ed alcuni che mai avrei pensato così importanti.
Vivo in quel giusto misto di malinconia e serenità (o cinismo?) che mi consente di mantenere la testa lucida e salva fa false speranze ed illsioni di ogni genere.
Vivo nell'attesa di questo famoso "lightning crash", che dovrebbe arrivare inaspettato, e cambiare la vita.
Ma possibile che a 18 anni io non ci creda già più?
E dietro alle quinte rido a vederti così fasullamente felice; il giorno e la notte, l'alba e il tramonto, la differenza tra un ciuffo portato da ribelle e una frangia alla moda, vivere la vita come si vuole e viverla come vogliono gli altri... tutta questa differenza ormai ci divide.
Buona fortuna.

mercoledì 19 novembre 2008

Ricordate che nella vita di ogni Baol c'è un segreto, e lo conoscerete solo quando sarete vecchi.

Al decimo tavolo c'era LEI.
LEI era là. La donna che aveva devastato la mia vita. Era tornata. Non era lei, ma quasi, cioè l'anima di Lei era là, un baol non si sbaglia: proprio nel momento in cui capii che non era LEI mi ricordai di Lei e fui certo che nessun'altra come lei avrebbe potuto somigliare in quel modo a Lei.
Sono stato chiaro? No? Ecome posso? C'è lei.
A quel tavolo c'era Alice Auck.
Mi sedetti al suo fianco. Vuotai il contenuto di tutti i bicchieri del tavolo e di due tavoli contigui.
Poi dissi:
- Mademoiselle, dato che al momento non ho in mente una frase originale per abbordarla, potrebbe essere così gentile da suggerirmela, in modo da evitare un lungo e imbarazzante silenzio?
- Potrebbe dirmi che le ricordo qualcuno. - disse lei.
- Si, qualcuno che credevo di aver perduto e ora mi sembra di aver ritrovato...
- Molto originale...
- Permetta che mi presenti. Mi chiamo...
- Melchiade Bedrosian Baol. E io sono Alice, il tuo contatto.
- Come hai fatto a trovarmi?
- Veramente sei tu che hai trovato me.
- Balliamo?
- Balliamo.

Ballammo.

domenica 9 novembre 2008

When I'm sad she comes to me...

Ci sono quelle cose che ti fanno impazzire, quelle cose che non si riescono a controllare... Persone che sembrano irraggiungibili, troppo impegnate nel loro essere così in alto...
Persone che non aspettano altro di essere prese.
Periodo piuttosto piacevole, con la solita punta di amarezza che tende ad essere una costante nella mia vita.
I messaggi di auguri, i regali, i "goditeli", la tessera elettorale, il foglio rosa, i vari "da adesso voleranno", tutte le scontatezze del caso... Anche una festa sta sera, che dovrebbe essere a sorpresa e che invece non lo sarà, non è nemmeno scontata e sarà piacevolissima.
E poi ci sono quelle solite canzoni che mi spaccano il cuore e mi aprono l'anima in due...
Il ricordo di una persona.

"How I wish, how I wish you were here
we're just two lost souls swimmin' in a fish bowl
year after year, runnin' over the same old ground
and what have we foud?
the same old fears, wish you were here..."

mercoledì 5 novembre 2008

Ultimo post da diciassettenne.

Ebbene sì, domani i tanto aspettati 18 anni arriveranno... tanto aspettati per cosa poi...
beh ringrazio tutti quelli che leggeranno questo post, perchè saranno anche quelli che mi faranno gli auguri.
Forse un pò di malinconia c'è, finisce un'era, si diventa grandi anche se poi è tutto molto relativo.
Un altro grazie va a chi mi ha accompagnata per almeno una parte di questi 18 lunghissimi anni, a chi è stato tanto presente e ora per un motivo o per l'altro non lo è più, a quelli con cui sono da sempre in contatto, a coloro che nonostante tutto mi sono sempre vicino... Anche a chi è nella mia vita da poco, ma c'è... A chi un pò va e un pò viene, a chi non c'è quasi mai (ma quando c'è...)
A chi ha lasciato un segno indelebile e a chi lo lascerà, a chi arriverà, a chi se ne andrà.
A chi si è un preso un pezzo della Marta e chi glielo ha regalato...
Grazie a quelli che mi hanno aiutata a capire meglio il mondo, grazie a chi ha aiutato a formare il mio carattere ed il mio essere critica sempre e comunque.
Grazie a chi mi ha detto "VIVI!", a chi mi ha detto "Quando hai bisogno ci sono.", a chi ha avuto il coraggio di dirmi di tutto, a chi mi sbatte in faccia la realtà così com'è senza indorarmi la pillola.
Grazie a chi ogni giorno scambia due parole con me, grazie anche a chi non sopporto, perchè persone del genere sono necessarie nella vita di tutti; grazie a quelli che mi dicono che ho un cervello, che mi dicono che dimostro più anni di quelli che ho.
Grazie ai miei "maestri", e per sempre vi avrò nel cuore, perchè tu mi hai fatto amare la musica e anche se te ne sei andata non ti dimenticherò, grazie a te che mi hai fatto amare la lettura, a te che mi hai fatto pensare, a te che da piccola mi hai regalato la spilletta con scritto "vote for Clinton".
Grazie per le emozioni, le risate e le lacrime.

Grazie a tutti.

lunedì 3 novembre 2008

"Ci sono diversi modi per stare al mondo: puoi prendere la strada di chi capisce poco e di chi non pensa, e starai sempre bene. Oppure, se la "maledizione" ti ha dotato di un briciolo di cervello che "smacchina" indipendentemente dalla tua volontà, devi fare delle scelte. Puoi decidere di scivolare nella prima categoria o di fare consapevolmente del tuo meglio. E se diventi veramente consapevole, rischi inesorabilmente di diventare un artista. Dovrai affrontare periodi di solitudine, di sconforto, di esilio, fino a quando arriverai a capire qualcosa che ti cambierà lo sguardo, il sorriso, l'odore, i gesti, e gli altri cominceranno a convincersi che sei veramente in gamba e, guarda caso, finirai per crederci veramente anche tu."




Lei sfogliava i suoi ricordi,
le sue istantanee, i suoi tabù.
I suoi vestiti di lino e seta, calze a rete...
E dopo giugno il gran conflitto,
e poi l'Egitto e un'altra età.
E poi il ritorno in un paese diviso,
più nero nel viso, più rosso d'amore...
Aida come sei bella.
Aida, le sue battaglie, i compromessi, la povertà,
i salari bassi, la fame bussa.
Aida, la costituente, la democrazia e chi ce l'ha.
E poi 30 anni di safari tra antilopi e giaguari...
Aida, come sei bella!

domenica 26 ottobre 2008

Es fliesst in meine Venen, es schlaeft in meinen Traenen.

Una bella giornata no? Un pomeriggio un pò diverso dal solito, in un luogo diverso dal solito, e sensazioni diverse dalle solite. Bello.
Una brutta notizia, un ricordo indelebile e una ferita mai rimarginata.

Questo il quadro generale e il riassunto di due giorni, che sono volati in fondo.
E poi tra poco arriverà quel compleanno tanto atteso, e ora che sta arrivando... Bah.
Qualcosa sta cambiando davvero, e ne sono felice. Però qualcos'altro è destinato a rimanere immutato nella mia gabbia dorata.

Ma "si può fare, si può fare, si può prendere o lasciare, si può fare, si può fare, puoi correre o volare, puoi volere, puoi lottare, fermarti e rinunciare, si può crescere e cambiare, continuare a navigare".
Non ho intenzione di smettere di lottare, rivoluzionaria nel mio piccolo, un' anarchica mancata forse.

A proposito di rivoluzioni... I miei complimenti ai cari universitari genovesi.
Vorrei essere tra di voi, ma purtroppo la mia presenza non avrebbe tanto senso.
Tutto questo sarà ricordato, spero.

domenica 19 ottobre 2008

Basta ormai non li conto più.


Finalmente posso dire che è stato bello.
Era un pò di tempo che non c'era più quell'armonia che tanto mi piaceva, quelle intese, quei sorrisi e quelle risate.
Oggi sono tornati così, semplicemente... Perchè forse aveva ragione chi diceva che ad un certo punto tutto riparte, i vari corsi e ricorsi.
Mi mancava la tua presenza vera.
Oh si i Jefferson Airplain sono la colonna sonora adatta, perchè dopo tanto tempo sono di nuovo serena. E quanto è bello esserlo... Strano che sia io a dirlo, ma domani il mio caratteristico pessimismo tornerà.
Certo non è stato tutto perfetto, non voglio che lo sia, ma bello sì.
Non mi resta che ringraziarti, perchè dopo tutto quello che è successo, che mi è successo, tu sei ancora al mio fianco ed io al tuo.
Non c'è stato nulla di scontato.

sabato 11 ottobre 2008

17. Disgusto?

Ieri sera in tv su La Sette appuntamento inmancabile con "Le Invasioni Barbariche".
Sono stati intervistati i due ragazzi-attori di Gomorra, non pensavo che una cosa del genere potesse toccarmi tanto.
Sono state domande piuttosto semplici che hanno trovato in risposta frasi umili, di un italiano che non conosce i congiuntivi, che non sa manco cosa sia la sintassi.
Ragazzi con un passato triste, tormentato, un presente difficile e un futuro che chissà cosa gli riserva.
Uno 18 anni, si sveglia alle 4 del mattino per fare il fruttivendolo insieme al padre "Sono fiero di fare il fruttivendolo."
L'altro, 22 anni, è sposato con una ragagazza di 16, e hanno un figlio.
700 euro al mese per campare in tre.
"E quanto vi hanno pagato per girare il film? Avrete guadagnao bene immagino."
"Si beh, visto com'è andato il film, qualcosa in più potevano darci."
Gli hanno dato 250 euro al giorno, lordi, e hanno lavorato un mese. Poco per essere stato un film come Gomorra.
"L'ignoranza è forza." direbbe Orwell.
Facevano tenerezza... Nella loro semplicità di abiti, di linguaggio, di ragionamento... Nella consapevolezza della loro condizione.
Che l'Italia fosse spaccata in due lo sapevo già, ma che nessuno tenti in questo modo di fare qualcosa... Tutto questo mi disgusta.
Due ragazzi che hanno fatto la terza media ancora un pò non riescono neanche a mettere due parole in fila senza sbagliare un tempo verbale.
Due ragazzi che tenevano al loro lavoro nel film, due ragazzi che dovevano girare una scena in mutande e se le sono comprate di Dolce e Gabbana per non sfigurare.
Due ragazzi che adesso hanno tanti sogni per la testa ma "Ora lo studio prima di tutto."

"E voi nella vita siete dei duri come nel film?"
"A Napoli bisogna esserlo, con la camorra, con i soldi che non ci sono mai... Ci avete lasciato da parte."

giovedì 9 ottobre 2008

16. Hasta la victoria siempre, Comandante.


41 anni fa moriva Ernesto "Che" Guevara... In quanti se ne ricorderanno oggi?
Pochi suppongo.
Vale la pena ricordare un uomo, che con i suoi pregi e i suoi difetti, ha cercato di cambiare le cose.
Per lo meno ci ha provato, dovete riconoscerlo.
Un grande uomo per grandi ideali.
Volevo solo dire questo, non c'è altro da aggiungere.
Hasta la victoria siempre, Comandante... Non sei stato ancora dimenticato, il tuo sacrificio forse, non è stato vano.

lunedì 6 ottobre 2008

15. Dedicato a chi ci crede ancora.

Oggi manca esattamente un mese al mio diciottesimo compleanno... Alla fine i 17 sono passati veloci, e gli altri forse passeranno ancora più in fretta.
Si nasce per vivere, si vive per morire.
A 30 giorni dal mio compleanno vivo il mio pessimismo cosmico, delusa da una realtà che non mi è mai piaciuta, e che ora come ora, mi piace ancora meno.
Ma forse tutto questo ha plasmato il mio carattere, anzi certamente ha contribuito alla mia crescita, però... C'è sempre questo però in tutti i discorsi che faccio.
Pensavo che tutto sarebbe cambiato allo scoccare della mezzanotte del 6 novembre 2008, diciotto anni che aspetto questa data, e ora che ci siamo quasi scrivo su un blog letto da chissàchi, ascoltando la voce di Patti Smith... E Dio... Quanto vorrei avere la sua voce, quanto vorrei aver vissuto nel suo tempo, dove si sentiva aria di cambiamento, di speranze, speranze che erano tante e gli ideali così saldi, cosa darei per aveer frequentato la Factory al tempo di Warhol, in cui si andava a prendere il caffè con Pollock e si tornava a casa passeggiando a braccetto con Liz.
"Liberate la cultura!", il problema è che nessuno la vuole. E Piove.
Dedicato a chi ci crede ancora, in un certo qual modo vi invidio, perchè io non ci credo più.
Mi perdo in parole, parole e parole, ma c'è il volume di matematica che con aria severa mi scruta.
It's time to go now, every night on sep'rate stars, before we go to sleep, we pray so breathlessly.
Baby, please, don't take my hope away from me.




Piove
da un cielo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.


Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo,
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piovesui cipressi malati
del cimitero,
sgocciolasulla pubblica opinione.


Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.



venerdì 3 ottobre 2008

14.

Settimana impegnata, settimana lunga, settimana faticosa, settimana che sembrava non passare più... Settimana che ora finalmente volge al termine.
Dopo due ore intense di verifica, posso finalmente dichiarare Kant concluso. E fino all'esame non ci si pensa più.
Ah l'esame... Non credevo sarebbe stato possibile, eppure non vedo l'ora di farlo, levarmi dal liceo e studiare finalmente qualcosa che davvero mi interessi.
Soprattutto se ci si trova in una classe del cazzo, composta per lo più da idioti che hanno sempre la meglio in tutto...
Quante cose non sono giuste a questo mondo. Ed è un pò triste accorgersene quando non si hanno nemmeno 18 anni.
D'importante non credo ci sia altro, se non la "partenza" di qualcuno le cui parole sono state importanti.
Non è stato un addio... Ma ora è strano, vero? Sì, tanto. Come una specie di rottura che non mi piace.
Però ammiro la tua forza.

Quante cose vorrei fare, eppure non ci riesco... Ora poi, si può dire che il freddo è tornato, trascinandosi dietro tutto il resto...

La voglia di neve, di sciate, di quel posto che mi è così caro, di quel paesaggio dove mi sento viva.

domenica 28 settembre 2008

13. Leopardi aveva ragione... (e io l'ho sempre detto)

Noiosa domenica... Noiosa, noiosa domenica...
Anche se per ora tutta la settimana è noiosa, i giorni passano tutti uguali anche se il benedetto sabato, sembra non arrivare mai. E quando arriva passa subito.
Leopardi ne sapeva eccome.
Intanto sulla scrivania mi osservano minacciosi il quaderno e il dizionario di tedesco, nonostante la mia poca voglia purtroppo tra un pò dovrò aprirli.
E' però tremendo, dover studiare per forza materie che tra poco più di 9 mesi dimenticherò, spenderci del tempo, far fatica, lottare per un benedetto sei.
In più le giornate ora sono anche belle e incredibilmente calde, la voglia di studiare diminuisce sempre più.
Ho bisogno di qualcosa che riesca a scuotermi da questo torpore schifoso...



"There's no sign of the morning coming
There's no sight of the day
You've been left on your own
Like a Rainbow in the Dark"




Colgo l'occasione anche per salutare un grande che ieri ci ha lasciato.
Buon viaggio, Paul.

giovedì 25 settembre 2008

12. Ringraziamo.

"Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Del mio cuore in petto
Il battito chiaro
Quando guardo il frutto
Della mente umana
Quando vedo la distanza
Tra il bene e il male
Quando guardo il fondo
Dei tuoi occhi chiari.
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto
Mi ha dato il sorriso
E mi ha dato il pianto
Così io distinguo
La buona o brutta sorte
Così le sensazioni che fanno
Il mio canto
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto."
Ogni tanto qualche sano ringraziamento ci vuole...
Perchè ormai possedere un cervello funzionante, sembra sia cosa piuttosto rara; specialmente quando si assiste ad una scenata quotidiana tra le mura dell'inferno.
Mamma mia, quanta pena mi fate...
E se state leggendo, non me ne fotte proprio per niente, alla fine è il mio blog e posso scriverci quel che mi pare... Dal dirvi che siete troppo stupidi, al fatto che mi state cordialmente sull'anima.
Ma tanto quello che penso non è un mistero no?
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto... Perchè forse non arriverò dove molti di voi arriveranno, ma per lo meno potrò dire che è tutta farina del mio sacco, e non solo merito del Papy.
Prendeste qualche bella delusione ogni tanto, forse diventereste più furbi.

lunedì 22 settembre 2008

11. In un momento un pò così...

E' strano come anche una banalità possa essere destabilizzante. O forse sono io che non sono forte come al solito.
Credo che tutti noi siamo dotati di una sorta di "sesto senso", in grado di prevedere i ritorni... In fondo mi sono svegliata e sapevo che il silenzio si era rotto proprio in quel momento, nel pomeriggio infatti ecco il tuo segno.
Destabilizzante in senso positivo ovviamente.
Quante cose tornano in mente, chiare e luminose come neanche la realtà del presente lo è.
E adesso si vedrà, come al solito... La stranezza di un rapporto bello.
Chi legge pensi quello che vuole, non mi interessa.
Ma io oggi, nonostante il mal di testa, le liti e tutto il resto, sono serena... Solare quasi.
Tutto per merito di qualcuno che, nonostante sia lontano, riesce ad essere presente nel modo giusto.
A te va un grazie sincero... Come hai fatto, del resto, lo sai solo tu.

"Accadono cose nella vita che sono come domande.
Passano minuti, o anni, poi la vita risponde."
Chissà se leggerai mai queste poche righe, sappi però che sono tutte per te.

venerdì 19 settembre 2008

10. Piccolo resoconto.

Oggi primo giorno d'autunno, serata piovosa... Addirittura la temperatura è scesa e forse dobbiamo iniziare a tirar fuori i maglioni, i cappotti e le sciarpe, salutando caramente bermuda e magliette.
Domani ricomincia la settimana, con una bella interrogazione di fisica alla prima ora...
Evviva.
Poi per concludere il liceo con un minimo di dignità mi sto anche sforzando di studiare almeno un'ora ogni pomeriggio... Ma sono certa che questo debole tentativo morirà tra qualche giorno.
Una noia da libro di Moravia ormai sta diventando compagna delle mie giornate, passate a studiare (sì studiare) materie che per il 90% odio, che dimenticherò un giorno dopo l'orale.
Mmm... Ormai mi sembra di veder Leopardi in tutte le cose, sarà il caso di mettersi a studiare dell'altro.
Anche perchè per rimanere allegri stiamo pure facendo Kant, razza di idiota...
Qualcosa di molto positivo però c'è: ho fatto finalmente pace con la musica classica e forse addirittura con il pianoforte...
Perchè Rachmaninoff resta sempre Rachmaninoff.

mercoledì 17 settembre 2008

9. Incontro.

Chi dice che sui treni si incontrano solo dei maniaci si sbaglia.
Proprio oggi tornando a casa da scuola, in quel fottutissimo treno non c'era un posto libero se non vicino ad un albanese (e non mi parreva proprio il caso).
Ad un certo punto intravedo un posto libero vicino a 8 signori dall'aria affidabile.
Loro attaccano discorso subito, anche se non avevo molta voglia di parlare mi sono sforzata di essere gentile e rispondere alle loro domande.
Parlando scopro che sono francesi, e che sono in vacanza tutti insieme... Amici dall'università, 4 coppie di felici persone sposate (e ricche sfondate...).
Continuando a chiacchierare, mi chiedono che scuola io stia frequentando, e che facoltà intenda fare. Appena ho risposto con aria sicura "Lettere e Filosofia" uno dei signori mi guarda compiaciuto dicendo "io insegno filosofia". Mi chiede come mai mi interessi ecc ecc...
Da notare il fatto che in Francia, filosofia non si studia al liceo, ma solo all'università.
Ovviamente alla fine son partita con le mie invettive contro la stato italiano, il governo e le persone che popolano il nostro paese... Sottolineando il fatto che una volta laureata il mio futuro in campo lavorativo sarà un'incognita, mi stupisco di sentirmi dire "Ma come?? In Italia filosofi e letterati hanno difficoltà nel trovare lavoro? In Francia lavorano subito..."
Eh, si chiama civiltà...
Alla fine una delle 4 mogli, che non aveva ancora parlato mi dice con aria ironico-provocatria "Ma alla fine si era capito che agli italiani non piace pensare."
Rispondo "Si, potrei darle ragione... Ma perchè lo dice?"
La signoria, con aria tra il divertito e il rassegnato mi dice "Un popolo che nonostante tutto vuole al governo ancora Berlusconi, non può essere altro che un popolo a cui non piace pensare."
Ho riso di gusto, lo ammetto. Non mi è nemmeno dispiaciuto sapere la figura che facciamo agli occhi degli stranieri, tanto io credo di essere salva... Almeno per quanto riguarda il nano.
Dopo aver precisato la mia posizione politica ai simpatici turisti, sono scesa.
Loro sarbbero andati fino a Santa, per visitare Portofino. Avrebbero passato sicuramente una bella giornata, e ne ero contenta perchè mi stavano simpatici, essendo persone di mentalità aperta.

Anche per queste cose mi fa piacere parlare 4 lingue, confrontarsi con realtà diverse fa sempre bene. Se poi ne vale davvero la pena, ancora meglio.

E' tempo ormai di allargare le propire vedute, riuscendo ad andare oltre i velo e guardare la realtà per quello che è veramente.

domenica 14 settembre 2008

8. In attesa del mio ultimo primo giorno di scuola.

Bene, la mia ultima estate da liceale è definitivamente conclusa.
Gli ultimi giorni sono sembrati quelli di un malato terminale, sempre occupata a trovare qualcosa da fare, avendo la sensazione addosso di non avere abbastanza tempo.
Alla fine questi anni di liceo sono volati, ricordo ancora perfettamente il banco in cui mi sono seduta e ricordo la mia prima compagna di banco diventata poi una delle mie inscindibili compagne di intervallo. Ricordo anche che il secondo giorno eravamo già a fare casino con quella che stava dietro di noi, diventata poi un' altra delle inscindibili.
Eh si, un pò di amarezza c'è... Quello che mi rimarrà del liceo sono i volti di 4, 5 o 6 persone, che sono entrate nella mia vita per non uscirne più.
Non avrò degli ottimi ricordi, solo i vostri volti.
Tra un anno esatto io starò per varcare la porta di Lettere, chiudendo definitivamente un'era per affrontarne un' altra.
Che spero sia migliore.
Credo che questa era sia legata, sì, alla scuola... Ma non soltanto a quella.
Quante cose sono successe, quanto sono cambiata, quanto sono cambiate le persone che mi circondano...
Certo è che non è troppo piacevole tornare a casa e trovare prsone in grado di rovinare la giornata appena trascorsa.

martedì 9 settembre 2008

7. Why don't you walk away?



"Perchè non te ne vai? Le statue non piangeranno se tu te ne andrai..."


Ci sono queste giornate orribilmente insopportabili durante le quali tutto deve andare storto. Tutto.
E ho coinvolto tutti (o quasi) quelli che leggeranno questo post.
Ma ora sto meglio. Anche grazie a voi.


Anche se odio vivere a Rapallo, in sere come questa ringrazio per avere ancora la possibilità di vedere le stelle come le si vedono in montagna, e di capire proprio grazie a loro che l'estate sta finendo...
Che in fondo settembre non vuol dire solo "scuola" ma tante altre cose...
Si ritorna alla vita di sempre, al panico per l'interrogazione, ai bigliettini imboscati nelle tasche dei jeans per la verifica, ai compiti copiati nei dieci minuti prima della lezione... Il freddo torna, insieme alle sciarpe, ai maglioni di lana e ai cappotti...
In fondo non mi spiace sia finita.


E poi nel cielo è tornata pure Orione...


lunedì 8 settembre 2008

Sei - E non ho voglia di pensare ad un titolo.



Se la rabbia non è accompagnata dalla forza ,
si espone al disprezzo e al ridicolo;
che cosa c'è in effetti di più tiepido di una rabbia che scoppia invano?


Seneca, De Ira.








Oggi è così e non c'è niente da fare.
Come una parola può spazzare via tutte le certezze, lasciando solo rabbia.

E mi viene da ridere pensando ai miei sforzi per rispettare le altre persone, prima o poi verrà il giorno del mio riscatto... Si si... Verrà.






sabato 6 settembre 2008

Cinque - Tatranky

Oggi è una giornata un pò così, una giornata un pò di merda... Nata male e destinata a finire peggio.
Ed è proprio nelle giornate un pò così che mi rifugio nel silenzio, in camera mia, solo la musica e i tre o quattro libri che leggo in contemporanea.
A peggiorare il tutto ci si mettono i miei, con le loro battute ironiche che non fanno ridere, con le raccomandazioni del caso, con i "sei un pò pallida, sei sempre in casa, non esci mai." ; vero lo ammetto, o meglio esco quando ne ho voglia e con chi ne ho voglia... Quindi...
Venendo al sodo, ho poca voglia di scrivere. Tanto quei pochi che leggono sanno già tutto, e anche chi non mi conosce può capire quanto io sia stufa.
La riproduzione casuale del pc sta mattina mi ha fatto ascoltare, di nuovo dopo mesi, una canzone -se così può essere definita- degli Offlaga Disco Pax.. Poco conosciuti, purtroppo o per fortuna, ma con dei testi che riflettono perfettamente il mio modo di vedere le cose.
Posto quindi il testo di "Tatranky".
E io Praga l'ho vista, e l'ho vista proprio così.


Praga. Praga è una città dove non sopravvive niente di quaranta anni di guerra fredda: nessuna falce e martello, statua, monumento ricorda ciò che era fino a quindici anni fa. Una rimozione sfrontata. Ripulita dal grigiore brezneviano Praga splende nei suoi palazzi barocchi e liberty pieni di turisti più o meno sessuali e appare piccola, misteriosa e decadente nonostante gli sforzi di mostrare un’economia in espansione. Cerco le tracce dell’immobilismo del regime ma vedo solo le ferite della modernità occidentale e nessuna testimonianza degli errori, degli orrori e delle ingenuità marxiste si esprime ai miei occhi. Dormo in un caseggiato anonimo: aspetto pulito ma vecchio, enormi somiglianze con i quartieri IACP italiani degli anni sessanta. E miseria in giro meno che in certe nostre città. Esordisco nella vita notturna al Lucerna, un club sotterraneo modello febbre del sabato sera. C’è una serata anni ottanta e l’entrata costa circa 2 euro. Come al solito, sono il più vecchio nel locale. Nello schermo ad un lato della pista passano i video delle canzoni che il dj mette su, ma gli anni ottanta di Praga sono meno rigorosi dei nostri e la scaletta è vergognosa. I Modern Talking, Samantha Fox, Nick Kershaw e via così fino ad un inatteso regalo: parte felicità di Albano e Romina. La cantano tutti e mi sento malissimo e mi rendo conto solo adesso che l’eredità del comunismo non va cercata nell’architettura e nei simboli, ma nell’anima di un popolo. Ed eccola qua l’anima negli anni ottanta cecoslovacchi: felicità e il suo video colorato che parla del sole e dell’amore italiano mentre in Boemia tutto è fermo, mentre in Boemia tutto è immobile. Ma anche ora c’è una tristezza assurda, nessuno si diverte, sarà che è lunedì sera, sarà che è gente fredda, sarà che non c’è il mare a Praga e allora mi domando: per quanto tempo ancora i bimbi boemi vorranno guardare i cartoni animati della Talpa invece che quelli americani o giapponesi? Per fortuna che all’uscita una ragazza nota felice la mia maglietta dei Depeche Mode, basta poco per sentirmi meglio. Dubcek direbbe che poteva andare diversamente e almeno lui ha fatto in tempo a vedere la differenza a volta astratta tra un regime imposto con i carri armati ed uno imposto più sottilmente col dollaro, il marco l’euro. I tedeschi si sono comprati perfino la Skoda. La fabbrica! Come souvenir ho portato trenta confezioni di wafer Tatranky, pacchetti tipo Loacker ma molto più buoni. Solo dopo qualche giorno ho notato un marchio un po’ nascosto: Danone. Danone... Ci hanno davvero preso tutto! Ci hanno preso tutto.

giovedì 4 settembre 2008

Quattro.

Ebbene si, il 15 si torna tra i banchi di scuola.
Purtroppo la cosa ancora mi riguarda, ancora per un anno per fortuna.
In vista della ripresa delle lezioni, proprio questa mattina stavo ripassando un pò letteratura italiana... Materia che non mi pesa per niente e che amo.
Ho dedicato la mia attenzione solo a Manzoni, penultimo autore dell'anno e uno dei più impegnativi.
Leggendo il mio passo preferito dell' Adelchi, mi sono resa conto di quanto quest' ultimo anno sarà difficile e metterà a dura prova la mia pazienza. (Complice una professoressa alla quale non sto sicuramente simpatica e che farà di tutto per rendermi la vita impossibile.. Come fa ogni santo anno del resto.)

Il passo è tratto dall' atto III, scena I della tragedia.



ADELCHI:

La gloria? il mio
Destino è d'agognarla, e di morire
Senza averla gustata.


(...)


ANFRIDO:
Alto infelice!
Reale amico! Il tuo fedel t'ammira,
E ti compiange. Toglierti la tua
Splendida cura non poss'io, ma posso
Teco sentirla almeno. Al cor d'Adelchi
Dir che d'omaggi, di potenza e d'oro
Sia contento, il poss'io? dargli la pace
De' vili, il posso? e lo vorrei, potendo?
- Soffri e sii grande: il tuo destino è questo,
Finor: soffri, ma spera: il tuo gran corso
Comincia appena; e chi sa dir, quali tempi,
Quali opre il cielo ti prepara?



Lo prendo come un incoraggiamento.
Però sono stufa.

mercoledì 3 settembre 2008

Tre.

Spunto per questo terzo post è stata una conversazione piuttosto recente, che ho reputato interessante.
Tutto era partito da una semplice domanda...
"Ma alla fine qual è la differenza tra ribelle e rivoluzionario?"
Si stava parlando di rivoluzioni e rivoluzionari, Che Guevara in primis.
Tornando ai due aggettivi, si possono considerare sinonimi? Non credo.
Pensando ad un rivoluzionario affiancandolo ad un ribelle si può riscontrare un punto in comune che si rivela però, subito, come la differenza principale.

Entrambi gli individui sono "contro" , ma lo sono per motivi e in modi differenti.
Il ribelle è contro, quasi per presa di posizione. E' contro per fare dispetto, per mancare di rispetto forse.

Il rivoluzionario invece no... Il rivoluzionario è contro perchè una certa situazione non è buona, non solo per lui, ma anche per altre persone. Ed è contro in seguito a profondi ragionamenti.
Eppure combattono per lo stesso fine, per tornare ad essere liberi.
Credo.


A questo punto mi chiedo:
cosa sono io? Una ribelle e basta?

martedì 2 settembre 2008

Due.


Siamo già al secondo post.


Mi è venuta voglia di scrivere di nuovo ascoltando una
registrazione di uno dei miei miti: Giorgio Gaber.
Poco m' importa di quello che potrebbe pensare la gente... Datemi pure della comunista, non mi offendo. Perchè non mi offendo?

"Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista."

Ecco perchè non mi offendo.


Il signor G. resterà per sempre uno dei carismi che più apprezzo, per la sua schiettezza, per la sua intelligenza, per il suo modo di dire quello che pensava.
Ricordo la sua ultima performance a genova, ricordo la sua risata, e quella sua ironia unica.
Ricordo che non riuscivo a capire tutto, ma mi aveva colpito.


Sì, lo so... Era solo un attore, anzi quasi addirittura un comico. Ma non mi interessa.
Mi chiedo cosa avrebbe potuto dire di tutto quello che accade oggi in Italia...
Era una di quelle persone avanti 10 anni rispetto alle altre, di quelle che avevano ben chiaro, prima degli altri, dove determinate scelte avrebbero portato... Un pò come lo era Pasolini e come lo erano tanti altri. (Gramsci, per far felice qualcuno.)

Quindi datemi della comunista senza porvi troppi problemi, per quanto possa essere ormai obsoleto.

Mi scuso con tutti i lettori non commentanti del mio giovine blog, ho già scritto tutto questo in lungo e in largo... Ma perdonatemi, il mio cuore batte a sinistra ;)


Bene ora sono soddisfatta e il post può concludersi qui. Vi lascio però una citazione.


"Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri."

Uno.


Ed eccomi a scrivere il primo post del terzo blog che inizio.
Gli altri hanno avuto vita breve, dopo un pò mi annoio e non c'è nulla da fare. Abbandono come se nulla fosse e senza neanche troppi rimpianti... In fondo si tratta solo di una pagina web.
Sinceramente non so nemmeno il motivo per cui mi sono decisa ad aprire questo spazio, forse semplicemente per noia, o forse perchè un amico me l'ha consigliato.
Poco importa.


Non posso dire con certezza cosa si potrà trovare qui, potrebbero esserci post deliranti, invettive contro lo stato, il governo, la società e il popolo italiano, oppure potrei parlare d'arte o di fotografia, magari di musica... Non ne ho la più pallida idea.
Leggerete le parole di una giovane scontenta, che però forse ha trovato la sua cura.


Come disse Pascal, la rovina dell'uomo non è altro che l'incapacità di stare fermo e quindi di pensare alla sua condizione.
Quindi io mi muovo, non necessariamente con il corpo, cercando di conoscere il più possibile.
Leggere, guardare, capire, apprezzare e fissare nel cervello. Click.




"La felicità?"
disse il bell'uccello e rise con il suo becco dorato,
"la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli".