venerdì 29 maggio 2009

"Il passato, come lei sa, è come certi torturati. Duro a morire."

Lascio parlare la mia malinconia questa sera.

"E tu che con gli occhi d'un altro colore..."

Io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai, amore che vieni, amore che vai.
A questo punto ormai è passato troppo tempo, temo non ti farai più sentire. Ha avuto una strana fine, il nostro strano rapporto.
Tu così incomprensibile e distante, riuscendo ad essere a volte tremendamente vicino ai miei pensieri, sei sparito senza dire una parola.
Ma ne hai mai dette davvero?
Se le hai dette, io non le ho mai capite. Proprio questo mi affascinava di te, il tuo essere sempre così incomprensibile ed imprevedibile.
Ancora faccio un pò fatica ad abituarmi alla tua assenza, è stato un piccolo trauma.
Mi piace pensare però che anche tu, come me, non sia più da solo e che tu abbia al tuo fianco qualcuno degno di starti accanto.
Chissà se ti incontrerò ancora per caso, nei tuoi amati vicoli, nei tuoi negozi di musica a cercare vinili originali e carissimi.
Con la tua macchina fotografica che ancora ti invidio.
Purtroppo non mi guarderai più con quegli occhi, con quell'affetto, con quella voglia di dire mille e mille cose preferendo pur sempre il silenzio.
Che personaggio sei, quanto bene ti voglio.
Non potrò mai ringraziarti per tutti i pomeriggi, per uno in particolare, per le parole di conforto, per le risate, per i silenzi, per i libri che mi hai consigliato e che poi ho letto divorandoli...
Grazie per avermi sempre coinvolto come sai fare tu.
Grazie per esserci stato, più presente di molti altri, grazie per avermi sempre capita, grazie per non aver detto mai una parola di troppo, grazie per le passeggiate, per i gelati, per la fanta lemon, per i panini sulle scale di San Lorenzo...
Grazie per tutti i ricordi incisi profondamente nella mia memoria, grazie per quella foto che mi tiene compagnia da quasi un anno.
Grazie per quei giorni perduti a rincorrere il vento...
"Un giorno qualunque li ricorderai, amore che fuggi da me tornerai."


Tornerai?

domenica 10 maggio 2009

34.

Il mio blog sempre più trascurato ogni tanto mi dà l'occasione per sfogare le mie invettive contro il mondo, la società, il cosmo e l'universo.
Il nostro amato Silvio ne ha combinata un'altra.
Strano, proprio lui così sobrio e riservato, ha fatto del suo divorzio un affare di stato (e quasi mondiale temo).
E' vero che in casa mia la televisione è stata ormai abolita in salotto, ma in cucina un minuscolo schermo vecchio tanto quanto il matrimonio dei miei (si sposarono nell'83) ancora viene acceso ogni tanto.
Il tutto mi provoca parecchio disgusto, già siamo lo zimbello del mondo, ora diventiamo anche la telenovela d'europa.
Ma non è di questo di cui sto per parlare.
L' ex Signora Berlusconi, ex moglie dell'Imperatore, si è arrabbiata e l'ha detto all'Italia. Berlusconi si è difeso dicendo che come al solito sono stati i comunisti. Forse questa volta ha avuto pure ragione, se non sbaglio Cacciari qualche storiella con la sua ex l'ha avuta.
Ma questo è un altro discorso.
Da questa faccenda sono nate mille discussioni e mille discorsi, tra cui anche quelle delle femministe incallite che si ribellano, fanno le incazzate, protestano, urlano, si strappano i capelli per dire che loro non sono oggetti e che "oltre alle gambe c'è di più".
Fin quando però saranno le donne stesse, e magari proprio loro le stesse femministe di prima, si prestano ad essere solo donne-immagine, bellissime quando stupide, la considerazione della donna non cambierà.
Coloro che mi conoscono sanno come la penso a riguardo della donna, non a tutte piace pensiare, preferiscono apparire. E del resto ci sono cose per cui la donna è portata, ma altre per cui è assolutamente negata se non per rare e difficili eccezioni.
Allora in piazza a fare tanti bei discorsi, la parità dei sessi e bla bla, tutto volto a sostenere che alla fine non siamo solo un buco da usare quando se ne sente il bisogno.
Non siamo solo quello, ma siamo anche quello.
Certe donne a volte farebbero meglio a starsene nelle vie del centro a sbavare dietro un paio di scarpe, invece che fare le opinioniste del cazzo.
Pretendono il rispetto, quando sono le prime a voler fare le veline, le letterine, le professoresse di Carlo Conti, le ballerine da varietà, le portaombrelli del motogp... "io voglio fare la velina, la ballerina oppure entrare in politica.. A seconda di quello che il Papy mi dice."
Che schifo.