mercoledì 8 luglio 2009

Il giorno prima.

Domani, verso le dieci e mezza, l'era della scuola si chiuderà in circa 40 minuti.
Gli ultimi cinque anni, passati sempre tra le stesse 4 mura, con i soliti volti, i soliti prof, i soliti compiti mai fatti (...), scopiazzamenti vari ecc ecc.
C'è chi li rimpiange, chissà se anche io un giorno...
Ma quel che importa ora è che sta veramente finendo, domani, 9 luglio 2009 sarà tutto finito.
Ringrazio chi devo ringraziare, ignoro chi devo ignorare. E forse domani una certa prof potrà godere delle mie non troppo cordiali parole.
Dopo sarà tutto diverso, nel bene e nel male.
Un altro salto nel vuoto, altre prove da superare, ma sarà tutto diverso.
Aspetto questo giorno da 5 anni.

venerdì 29 maggio 2009

"Il passato, come lei sa, è come certi torturati. Duro a morire."

Lascio parlare la mia malinconia questa sera.

"E tu che con gli occhi d'un altro colore..."

Io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai, amore che vieni, amore che vai.
A questo punto ormai è passato troppo tempo, temo non ti farai più sentire. Ha avuto una strana fine, il nostro strano rapporto.
Tu così incomprensibile e distante, riuscendo ad essere a volte tremendamente vicino ai miei pensieri, sei sparito senza dire una parola.
Ma ne hai mai dette davvero?
Se le hai dette, io non le ho mai capite. Proprio questo mi affascinava di te, il tuo essere sempre così incomprensibile ed imprevedibile.
Ancora faccio un pò fatica ad abituarmi alla tua assenza, è stato un piccolo trauma.
Mi piace pensare però che anche tu, come me, non sia più da solo e che tu abbia al tuo fianco qualcuno degno di starti accanto.
Chissà se ti incontrerò ancora per caso, nei tuoi amati vicoli, nei tuoi negozi di musica a cercare vinili originali e carissimi.
Con la tua macchina fotografica che ancora ti invidio.
Purtroppo non mi guarderai più con quegli occhi, con quell'affetto, con quella voglia di dire mille e mille cose preferendo pur sempre il silenzio.
Che personaggio sei, quanto bene ti voglio.
Non potrò mai ringraziarti per tutti i pomeriggi, per uno in particolare, per le parole di conforto, per le risate, per i silenzi, per i libri che mi hai consigliato e che poi ho letto divorandoli...
Grazie per avermi sempre coinvolto come sai fare tu.
Grazie per esserci stato, più presente di molti altri, grazie per avermi sempre capita, grazie per non aver detto mai una parola di troppo, grazie per le passeggiate, per i gelati, per la fanta lemon, per i panini sulle scale di San Lorenzo...
Grazie per tutti i ricordi incisi profondamente nella mia memoria, grazie per quella foto che mi tiene compagnia da quasi un anno.
Grazie per quei giorni perduti a rincorrere il vento...
"Un giorno qualunque li ricorderai, amore che fuggi da me tornerai."


Tornerai?

domenica 10 maggio 2009

34.

Il mio blog sempre più trascurato ogni tanto mi dà l'occasione per sfogare le mie invettive contro il mondo, la società, il cosmo e l'universo.
Il nostro amato Silvio ne ha combinata un'altra.
Strano, proprio lui così sobrio e riservato, ha fatto del suo divorzio un affare di stato (e quasi mondiale temo).
E' vero che in casa mia la televisione è stata ormai abolita in salotto, ma in cucina un minuscolo schermo vecchio tanto quanto il matrimonio dei miei (si sposarono nell'83) ancora viene acceso ogni tanto.
Il tutto mi provoca parecchio disgusto, già siamo lo zimbello del mondo, ora diventiamo anche la telenovela d'europa.
Ma non è di questo di cui sto per parlare.
L' ex Signora Berlusconi, ex moglie dell'Imperatore, si è arrabbiata e l'ha detto all'Italia. Berlusconi si è difeso dicendo che come al solito sono stati i comunisti. Forse questa volta ha avuto pure ragione, se non sbaglio Cacciari qualche storiella con la sua ex l'ha avuta.
Ma questo è un altro discorso.
Da questa faccenda sono nate mille discussioni e mille discorsi, tra cui anche quelle delle femministe incallite che si ribellano, fanno le incazzate, protestano, urlano, si strappano i capelli per dire che loro non sono oggetti e che "oltre alle gambe c'è di più".
Fin quando però saranno le donne stesse, e magari proprio loro le stesse femministe di prima, si prestano ad essere solo donne-immagine, bellissime quando stupide, la considerazione della donna non cambierà.
Coloro che mi conoscono sanno come la penso a riguardo della donna, non a tutte piace pensiare, preferiscono apparire. E del resto ci sono cose per cui la donna è portata, ma altre per cui è assolutamente negata se non per rare e difficili eccezioni.
Allora in piazza a fare tanti bei discorsi, la parità dei sessi e bla bla, tutto volto a sostenere che alla fine non siamo solo un buco da usare quando se ne sente il bisogno.
Non siamo solo quello, ma siamo anche quello.
Certe donne a volte farebbero meglio a starsene nelle vie del centro a sbavare dietro un paio di scarpe, invece che fare le opinioniste del cazzo.
Pretendono il rispetto, quando sono le prime a voler fare le veline, le letterine, le professoresse di Carlo Conti, le ballerine da varietà, le portaombrelli del motogp... "io voglio fare la velina, la ballerina oppure entrare in politica.. A seconda di quello che il Papy mi dice."
Che schifo.

mercoledì 15 aprile 2009

La storia delle ostrichette curiose.

Una giornata un pò particolare... Rivederti non è stato facile, scoprire quelle dure verità ancora meno.
Ma quello che è stato è stato, ho sbagliato, hai sbagliato, una pietra sopra? No.
E ancora una volta mi ritrovo a rodermi il fegato per questioni ormai passate ed inutili.
La mia vita così intricata, complicata, irregolare, anarchica... E io troppo, troppo curiosa, alla ricerca di troppe risposte a domande che potrei risparmiarmi, proprio come le ostrichette di Carroll.
Finirò anche io nello stomaco di un tricheco col sigaro.

Cooooosa esserr tuuu?
Un'incognita.

sabato 14 marzo 2009

Just to say.

Troppo tempo è passato dall'ultimo post.
Non sono successe troppe cose, ma neanche troppo poche... La situazione in casa che peggiora di giorno in giorno, una visita a Siena che ni ha aperto gli occhi, aver conosciuto Sgarbi (simpatico oltre ogni aspettativa), e un "Promemoria" di Travaglio assolutamente valido e amaro.
Persone che lasciano segni profondi, tremori gentili e tracce sottili (come diceva una canzone), alcune che proprio non se ne accorgono...
Oggi è stata una giornata un pò particolare, ma bella.
Una di quelle giornate che aiutano a superare i periodi poco simpatici.
In ogni caso, ciò che più mi contraddistingue ora come ora è la scarsa voglia di comunicare, incomunicabilità totale ("Che hai?" "Niente.. tanto non capiresti.")
Del resto this is just to say.

I have eaten
the plums
that were in
the icebox

and wich
you were probably
saving
for breakfast

Forgive me
they were delicious
so sweet
and so cold

martedì 17 febbraio 2009

Wo bist du?... So allein...

Dopo essere antrata in una fase di puro letargo, eccomi di nuovo quasi attiva...
Sono successe tante cose, a livello personale, nazionale, mondiale, ma non starò a parlarne (ne parlano già in troppi).
Piuttosto giugno si avvicina silenziosamente ma inevitabilmente, e con lui la fine di un'era. Un'era che non è stata particolarmente bella, ma nemmeno troppo brutta e sono contenta che finalmente finisca.
La classe si dividerà, chi andrà a studiar le pietre (non commento, geologia si commenta da sola), chi per due settimane starà a lingue e poi finalmente a storia, chi diventerà una delle centinaia di strizzacervelli genovesi (dell'età evolutiva... puah), chi invece dovrebbe immatricolarsi con me ma non lo farà, chi tenterà l'ingresso a medicina (gaudeamus igitur), chi non ha ben capito cosa tratti una determinata facoltà, chi brancola ancora nel buio e chissà dove finirà, chi andrà a lavorare in un negozio di cianfrusaglie (o "inutilerie" per citare la Panzalis), ma che ogni tanto riceverà una mia lettera per non sentirsi sola...


E tu... Esattamente un mese fa...

Pizzi, tanti auguri.

domenica 18 gennaio 2009

La maggioranza sta come una malattia, come una sfortuna, come un'abitudine...

Un sabato piacevolissimo.
Prima con voi, poi con te... E che bello averti visto, anche se per poco... Che bella la pioggia che sembrava irlandese (:D), che bello quel tramonto che non siamo riusciti a vedere, ma che belle erano le nuvole leggermente rosse.
Parlare come se ci conoscessimo da sempre, senza imbarazzi, del più del meno, di quella cosa umiliante che ti è toccata fare...
Ci sarà anche una prossima volta, purtroppo non so quando, però ci sarà.
E ripensando a tutto quello che ci siamo detti, di come sei entrato a far parte della mia vita per caso, di tutte quelle cose che ci accomunano (anche il fatto di voler diventare dei solitari monaci buddisti) mi sono venuti in mente dei versi di De Andrè che ti dedico... Ne abbiamo bisogno entrambi credo.


La maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine,
di millenarie paure ,
di inesauribili astuzie.

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie,
la maggioranza sta
come una malattia,
come una sfortuna,
come un'anestesia,
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria.

Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco,
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista,
come un'anomalia,
come una distrazione,
come un dovere.

domenica 11 gennaio 2009

S'i fosse foco arderei il mondo...





Sono passati già 10 anni, ma tu Faber vivi ancora.