domenica 26 ottobre 2008

Es fliesst in meine Venen, es schlaeft in meinen Traenen.

Una bella giornata no? Un pomeriggio un pò diverso dal solito, in un luogo diverso dal solito, e sensazioni diverse dalle solite. Bello.
Una brutta notizia, un ricordo indelebile e una ferita mai rimarginata.

Questo il quadro generale e il riassunto di due giorni, che sono volati in fondo.
E poi tra poco arriverà quel compleanno tanto atteso, e ora che sta arrivando... Bah.
Qualcosa sta cambiando davvero, e ne sono felice. Però qualcos'altro è destinato a rimanere immutato nella mia gabbia dorata.

Ma "si può fare, si può fare, si può prendere o lasciare, si può fare, si può fare, puoi correre o volare, puoi volere, puoi lottare, fermarti e rinunciare, si può crescere e cambiare, continuare a navigare".
Non ho intenzione di smettere di lottare, rivoluzionaria nel mio piccolo, un' anarchica mancata forse.

A proposito di rivoluzioni... I miei complimenti ai cari universitari genovesi.
Vorrei essere tra di voi, ma purtroppo la mia presenza non avrebbe tanto senso.
Tutto questo sarà ricordato, spero.

domenica 19 ottobre 2008

Basta ormai non li conto più.


Finalmente posso dire che è stato bello.
Era un pò di tempo che non c'era più quell'armonia che tanto mi piaceva, quelle intese, quei sorrisi e quelle risate.
Oggi sono tornati così, semplicemente... Perchè forse aveva ragione chi diceva che ad un certo punto tutto riparte, i vari corsi e ricorsi.
Mi mancava la tua presenza vera.
Oh si i Jefferson Airplain sono la colonna sonora adatta, perchè dopo tanto tempo sono di nuovo serena. E quanto è bello esserlo... Strano che sia io a dirlo, ma domani il mio caratteristico pessimismo tornerà.
Certo non è stato tutto perfetto, non voglio che lo sia, ma bello sì.
Non mi resta che ringraziarti, perchè dopo tutto quello che è successo, che mi è successo, tu sei ancora al mio fianco ed io al tuo.
Non c'è stato nulla di scontato.

sabato 11 ottobre 2008

17. Disgusto?

Ieri sera in tv su La Sette appuntamento inmancabile con "Le Invasioni Barbariche".
Sono stati intervistati i due ragazzi-attori di Gomorra, non pensavo che una cosa del genere potesse toccarmi tanto.
Sono state domande piuttosto semplici che hanno trovato in risposta frasi umili, di un italiano che non conosce i congiuntivi, che non sa manco cosa sia la sintassi.
Ragazzi con un passato triste, tormentato, un presente difficile e un futuro che chissà cosa gli riserva.
Uno 18 anni, si sveglia alle 4 del mattino per fare il fruttivendolo insieme al padre "Sono fiero di fare il fruttivendolo."
L'altro, 22 anni, è sposato con una ragagazza di 16, e hanno un figlio.
700 euro al mese per campare in tre.
"E quanto vi hanno pagato per girare il film? Avrete guadagnao bene immagino."
"Si beh, visto com'è andato il film, qualcosa in più potevano darci."
Gli hanno dato 250 euro al giorno, lordi, e hanno lavorato un mese. Poco per essere stato un film come Gomorra.
"L'ignoranza è forza." direbbe Orwell.
Facevano tenerezza... Nella loro semplicità di abiti, di linguaggio, di ragionamento... Nella consapevolezza della loro condizione.
Che l'Italia fosse spaccata in due lo sapevo già, ma che nessuno tenti in questo modo di fare qualcosa... Tutto questo mi disgusta.
Due ragazzi che hanno fatto la terza media ancora un pò non riescono neanche a mettere due parole in fila senza sbagliare un tempo verbale.
Due ragazzi che tenevano al loro lavoro nel film, due ragazzi che dovevano girare una scena in mutande e se le sono comprate di Dolce e Gabbana per non sfigurare.
Due ragazzi che adesso hanno tanti sogni per la testa ma "Ora lo studio prima di tutto."

"E voi nella vita siete dei duri come nel film?"
"A Napoli bisogna esserlo, con la camorra, con i soldi che non ci sono mai... Ci avete lasciato da parte."

giovedì 9 ottobre 2008

16. Hasta la victoria siempre, Comandante.


41 anni fa moriva Ernesto "Che" Guevara... In quanti se ne ricorderanno oggi?
Pochi suppongo.
Vale la pena ricordare un uomo, che con i suoi pregi e i suoi difetti, ha cercato di cambiare le cose.
Per lo meno ci ha provato, dovete riconoscerlo.
Un grande uomo per grandi ideali.
Volevo solo dire questo, non c'è altro da aggiungere.
Hasta la victoria siempre, Comandante... Non sei stato ancora dimenticato, il tuo sacrificio forse, non è stato vano.

lunedì 6 ottobre 2008

15. Dedicato a chi ci crede ancora.

Oggi manca esattamente un mese al mio diciottesimo compleanno... Alla fine i 17 sono passati veloci, e gli altri forse passeranno ancora più in fretta.
Si nasce per vivere, si vive per morire.
A 30 giorni dal mio compleanno vivo il mio pessimismo cosmico, delusa da una realtà che non mi è mai piaciuta, e che ora come ora, mi piace ancora meno.
Ma forse tutto questo ha plasmato il mio carattere, anzi certamente ha contribuito alla mia crescita, però... C'è sempre questo però in tutti i discorsi che faccio.
Pensavo che tutto sarebbe cambiato allo scoccare della mezzanotte del 6 novembre 2008, diciotto anni che aspetto questa data, e ora che ci siamo quasi scrivo su un blog letto da chissàchi, ascoltando la voce di Patti Smith... E Dio... Quanto vorrei avere la sua voce, quanto vorrei aver vissuto nel suo tempo, dove si sentiva aria di cambiamento, di speranze, speranze che erano tante e gli ideali così saldi, cosa darei per aveer frequentato la Factory al tempo di Warhol, in cui si andava a prendere il caffè con Pollock e si tornava a casa passeggiando a braccetto con Liz.
"Liberate la cultura!", il problema è che nessuno la vuole. E Piove.
Dedicato a chi ci crede ancora, in un certo qual modo vi invidio, perchè io non ci credo più.
Mi perdo in parole, parole e parole, ma c'è il volume di matematica che con aria severa mi scruta.
It's time to go now, every night on sep'rate stars, before we go to sleep, we pray so breathlessly.
Baby, please, don't take my hope away from me.




Piove
da un cielo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.


Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo,
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piovesui cipressi malati
del cimitero,
sgocciolasulla pubblica opinione.


Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.



venerdì 3 ottobre 2008

14.

Settimana impegnata, settimana lunga, settimana faticosa, settimana che sembrava non passare più... Settimana che ora finalmente volge al termine.
Dopo due ore intense di verifica, posso finalmente dichiarare Kant concluso. E fino all'esame non ci si pensa più.
Ah l'esame... Non credevo sarebbe stato possibile, eppure non vedo l'ora di farlo, levarmi dal liceo e studiare finalmente qualcosa che davvero mi interessi.
Soprattutto se ci si trova in una classe del cazzo, composta per lo più da idioti che hanno sempre la meglio in tutto...
Quante cose non sono giuste a questo mondo. Ed è un pò triste accorgersene quando non si hanno nemmeno 18 anni.
D'importante non credo ci sia altro, se non la "partenza" di qualcuno le cui parole sono state importanti.
Non è stato un addio... Ma ora è strano, vero? Sì, tanto. Come una specie di rottura che non mi piace.
Però ammiro la tua forza.

Quante cose vorrei fare, eppure non ci riesco... Ora poi, si può dire che il freddo è tornato, trascinandosi dietro tutto il resto...

La voglia di neve, di sciate, di quel posto che mi è così caro, di quel paesaggio dove mi sento viva.