LEI era là. La donna che aveva devastato la mia vita. Era tornata. Non era lei, ma quasi, cioè l'anima di Lei era là, un baol non si sbaglia: proprio nel momento in cui capii che non era LEI mi ricordai di Lei e fui certo che nessun'altra come lei avrebbe potuto somigliare in quel modo a Lei.
Sono stato chiaro? No? Ecome posso? C'è lei.
A quel tavolo c'era Alice Auck.
Mi sedetti al suo fianco. Vuotai il contenuto di tutti i bicchieri del tavolo e di due tavoli contigui.
Poi dissi:
- Mademoiselle, dato che al momento non ho in mente una frase originale per abbordarla, potrebbe essere così gentile da suggerirmela, in modo da evitare un lungo e imbarazzante silenzio?
- Potrebbe dirmi che le ricordo qualcuno. - disse lei.
- Si, qualcuno che credevo di aver perduto e ora mi sembra di aver ritrovato...
- Molto originale...
- Permetta che mi presenti. Mi chiamo...
- Melchiade Bedrosian Baol. E io sono Alice, il tuo contatto.
- Come hai fatto a trovarmi?
- Veramente sei tu che hai trovato me.
- Balliamo?
- Balliamo.
Ballammo.

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